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Il segretario nazionale del partito è stato eletto proclamato ed insediato all’insegna di un nuovo inizio caratterizzato, a suo dire, dal passaggio dall’io al noi, ad una collegialità a tutti i livelli. Se ne deduce che il rinnovamento non può essere calato dall’alto ma deve venire anche dal basso in un moto convergente che metta insieme mondi vitali (Ardigò).

C’è in giro una sorta di euforia per la vittoria di Macron in Francia ma chiunque non proceda alla cieca capisce che il sistema francese, che stringe ad imbuto le scelte arrivando ad un vincitore-regolatore della Repubblica (altra storia la composizione delle Assemblee elettive per governare) ha consentito il fenomeno Macron mentre quello italiano ad oggi partorisce dei Micron, che possono diventare Macron solo se hanno la consapevolezza che il coagulante italiano si chiama “coalizione”con misure antiframmentazione ed aggreganti dentro e fuori i partiti. Fuori può essere possibile solo se dentro il PD diventa un partito plurale nelle procedure e nelle garanzie, senza dover elemosinare la sopravvivenza nelle liste elettorali o ricorrere ai voti congressuali col metodo Cencelli trascurando le realtà di base spesso coartate dai vertici delle correnti.

In Europa non c’è solo l’esempio elettrizzante di Macron ma anche quello di Corbyn che non auguro a Renzi ma deve starci attento. Invece di un nuovo inizio potrebbe esserci una caduta nel precipizio di un leader come Corbyn riconfermato nel partito e sconfitto dall’elettorato. Se non avevamo la fortuna di averli dovevamo inventarli: Orlando per rimotivare l’elettorato preda dei rigurgiti identitari ed Emiliano inadeguato interprete di una battaglia storica decisiva come quella per il Sud, una sorta di nostra Grecia che se non risollevata, sarà la palla al piede che ci impedisce di essere in prima fila nella nuova Europa che intendiamo costruire. Oltre 2 anni fa su questo stesso giornale pubblicai un articolo di profonda attualità: “No al renzismo ed all’antirenzismo” come dire no al “Renzi ha sempre ragione o ha sempre torto”