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Sono andati al II turno per Sindaco Giada Gervasi con 4908 voti e Giovanni Secci con 2524. Distacco non solo sulla carta incolmabile se più di qualcuno non avesse ipotizzato che nel centrodestra le primarie erano sostanzialmente la risultanza del primo turno elettorale.  Una volta decretato dall’elettorato il più votato si sarebbe messa in moto una forte pressione dall’alto per far convergere i due tronconi della destra tentando di assommare i voti arrivando con un totale di 4249 a mettere in forse l’esito finale. Ipotesi ragionevole pensando alle politiche ma inappetibile per la dirigenza locale delle due liste di destra dove era in atto una resa dei conti personale senza sconti da ambedue le parti. In realtà è stato l’esito finale di commissariamenti a catena, ben 4 nello spazio di una prevalenza elettorale durata 21 anni circa, dal  1995 al 2016, ancora un maledetto ventennio. La dichiarazione di Capriglione di indisponibilità ad apparentamenti e la rivendicazione orgogliosa della propria autonomia e di pieno rispetto del ruolo di oppositore assegnatogli dal mandato elettorale stronca sul nascere qualunque ipotesi di ricongiungimento della destra ed amplia ulteriormente l’autostrada che porta trionfalmente a sindaco Giada Gervasi. La scelta di Capriglione ha due risvolti. Quello interno di autonomia da Lucci, peraltro non riconfermato consigliere, autonomia già evidente in campagna elettorale con 3 segnali critici impliciti sul rispetto dei diritti degli invalidi, sulla gestione virtuosa del bilancio e soprattutto col convegno per un più stretto legame con l’Europa specie tra le nuove generazioni, rispetto ad un Lucci che nemmeno ci ha provato attraverso il Parco a rientrare in Europa dopo lo sciagurato abbandono di circa un miliardo all’anno per la tutela della costa(i piani Life ottenuti dall’UE, primo comune in Italia ai tempi a guida DC). Nemmeno dobbiamo nasconderci che Lucci non lo avrebbe seguito, ammesso che avesse subito l’apparentamento,  perché ha parecchi impegni in sospeso che la nuova amministrazione può stroncare o avallare. Resta altresì la realtà che il maggior oppositore del centrodestra per i consensi raccolti rimane Giovanni Secci, senza alternative ma anche senza ricambio, una prova finale per lui se saprà, oltre che demolire equilibri instabili, in cui è stato maestro, costruire alternative valide con un’opposizione costruttiva perché propositiva.